Marco Polo nell’era Covid
Marco Polo nell’era Covid
Nessun viaggio è impossibile

Nell’era della pandemia, i viaggiatori sono particolarmente frustrati. Spostarsi come si faceva soltanto un paio di anni fa è impossibile, tra quarantene, code chilometriche e attese sfibranti, tamponi, certificati e altri ostacoli. Attenzione! Non è una critica ai provvedimenti anti-Covid che vanno sostenuti, magari in alcuni casi rimodulati, come già del resto avviene. Quelle che di fatto sono restrizioni rappresentano strumenti che, nonostante i limiti inevitabili che pongono, ci stanno aiutando a orientarci nella fitta selva nella quale il virus ci ha calati.

Qualche secolo fa viaggiare significava affrontare muri reali e virtuali di ogni genere, eppure ciò non scoraggiava l’iniziativa. Anzi, proprio grazie a quelle difficoltà, alcuni uomini sono passati alla storia come grandi viaggiatori e scopritori. Il pensiero vola immediatamente a Cristoforo Colombo, o a Ferdinando Magellano.

Ma la storia è ricca di nomi che hanno attraversato terre delle quali non si conosceva nemmeno la forma, luoghi dove si parlavano lingue che dovevano suonare assai strane a chi li esplorava, e certamente non c’era il passe-partout linguistico dell’inglese.

Prendiamo Marco Polo. Cosa farebbe se fosse un ragazzo dei giorni nostri? Non possiamo saperlo, ma possiamo provare a immaginarlo. Pochi sanno che quando si mise in viaggio verso la Cina (che all’epoca non si chiamava nemmeno così), con il padre Niccolò e con lo zio Matteo, non aveva ancora diciotto anni. Dopo oltre vent’anni passati a viaggiare, tornò a Venezia con un ingente patrimonio. Aveva appena 41 anni.

Non fu il primo occidentale ad andare in Cina, ma le memorie raccolte nella celebre opera intitolata Il milione (una Lonely Planet ante litteram e decisamente di lusso) furono preziosi strumenti nelle mani dei cartografi, mentre le sue cronache furono utilizzate da un numero incalcolabile di viaggiatori. Per arrivare nell’odierna Pechino impiegò due anni e mezzo e, anche se partì a bordo di una nave, il viaggio fu quasi tutto a piedi, lungo la Via della Seta, definizione che sarebbe comparsa più tardi.

Quando pensiamo alla Via della Seta dobbiamo immaginare un intrico di percorsi, non solo terrestri, lungo 8 mila chilometri, tra Europa, Medio Oriente e Asia. Sicuramente la famiglia Polo e tutti coloro i quali si sono avventurati su tragitti così lunghi e sconosciuti devono essersi misurati con ogni genere di “restrizioni”. Oggi rotte altrettanto rischiose le percorre chi è in cerca di un futuro migliore per sé e per la propria famiglia.

Viaggiare è una parola affascinante, con significati che cambiano a seconda di chi immagina di realizzare quel verbo e non ha smesso di coniugarlo al futuro. Oggi viaggiare, per un turista, può essere una sfida. E allora, andiamo a scoprire cosa ci aspetta, nella consapevolezza che disponiamo comunque di risorse sulle quali possiamo sempre contare. Abbiamo strumenti tecnologici sempre con noi, e le misure anti covid dobbiamo considerarle un’arma in più, lungo un percorso che incontrerà pure qualche disagio ma sarà, per questo, anche più soddisfacente. Chi raggiunge Grottaglie, può contare sull’ospitalità squisita del Monun boutique Hotel e Restaurant Spa, sui suoi servizi all’avanguardia. Che siate amanti dell’avventura o del comfort, il Monun è sempre pronto a offrirvi il meglio. In qualunque stagione dell’anno!