La Milano-Taranto 2020
La Milano-Taranto 2020
Un’occasione per scoprire Grottaglie e il Monun

I motori sono già caldi, come i piatti in tavola al Monun Restaurant. L’estate è terminata già da un po', ma uno sguardo alla prossima non fa male. La Milano-Taranto, maratona per moto d’epoca la cui trentaquattresima edizione è in programma a luglio, promette piuttosto bene. In meno di due mesi, infatti, è già stato raggiunto il numero massimo di iscrizioni. 
I partecipanti arrivano nel capoluogo jonico con le loro moto storiche, da tutti i paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti d’America, l’Australia e Hong Kong. 
Percorrono l’Italia da Nord a Sud, seguendo un itinerario preciso. Quello della prossima manifestazione non è ancora noto. Ma è sicuro che l’evento porterà in Puglia un gran numero di persone. La metà degli iscritti ha già partecipato alla maratona almeno una volta e più della metà di loro arriva da altri paesi. 
La veneranda corsa (ha compiuto cento anni nel 2019), nacque con il nome di “Freccia del Sud”, un’espressione che chi ha una certa esperienza riferisce alle linee ferroviarie create negli anni Cinquanta, dall’allora Ferrovie dello Stato, per collegare il Nord del Paese con le regioni del Sud. Si trattava di treni cosiddetti direttissimi, poi divenuti espressi. Freccia del Sud era anche l’appellativo attribuito al grande Pietro Mennea, recordman barlettano che cambiò il volto dell’atletica, nel 1979, stabilendo sui 200 metri un record mondiale rimasto imbattuto per quasi 17 anni. 
La Puglia è regione da guinness dei primati, con le sue bellezze, la sua storia, la sua tradizione gastronomica; è divenuta la meta della Milano-Taranto solo qualche anno dopo la nascita della manifestazione. All’inizio la gara motociclistica terminava a Caserta. L’iniziativa offre l’opportunità di ammirare moto costruite nel 1925 o negli anni ’50. Per i collezionisti-maratoneti arrivare in territorio jonico a luglio (l’11 è la data stabilita per la conclusione della gara) è un’occasione da non perdere per godere delle gemme di questa terra. Dal mare al Museo Archeologico, ad alcune località della provincia.
Grottaglie, con il quartiere delle ceramiche e il paesaggio trapunto di gravine offre la possibilità di conoscere meglio la storia del Mediterraneo, quella del tacco dello stivale, terra naturalmente aperta alle influenze nordafricane e orientali. 
Il Monun, a questo punto, diviene tappa obbligata, per entrare in contatto con lo spirito d’accoglienza tipico del Sud. Ancora più spiccato, nel caso del Monun boutique Hotel e Restaurant SPA.

Il complesso alberghiero può contare su uno staff professionale, gentile e cordiale. La formalità qui non è mai fredda e coincide con la sostanza; nel complesso alberghiero abbonda: dal ristorante gioiello, alle belle camere extra-comfort, alla terrazza su un paesaggio che cede al mare, alla SPA: ambiente ideale per la cura del corpo e dell’anima.

La direzione e lo staff del Monun mettono sempre l’anima, in tutto quello che fanno.

Venite a vedere con i vostri occhi!