Il  pranzo della domenica...al Monun
Il pranzo della domenica...al Monun
Il piacere di una mensa in compagnia

Antipasto di salumi misti, pasta asciutta o ripiena, arrosto, patate e torta di mele. Sembra un menù di altri tempi, con pietanze da anni Cinquanta e Sessanta, il pranzo della nonna perché questi sono i piatti, schietti e sinceri, che mangiavano da piccoli, nelle buone occasioni.

Appare, insomma, vera archeologia enogastronomica, ma non è così.

Alla faccia di nouvelle cuisine, happy hour, finger food, fast food e cucina molecolare, sembra infatti essere ancora questo il (tradizionalissimo) “pranzo della domenica” degli italiani.

Ce lo indica a sorpresa una ricerca dell’Accademia Italiana della Cucina: nei giorni di festa, il 52% delle famiglie italiane si siede a tavola per gustare un menu che è lo stesso di 50 anni fa.

Niente ristorante, tutto rigorosamente a casa tra i propri cari; niente cibi pronti o surgelati, niente innovazione. Insomma siamo ancora più tradizionalisti di quanto avremmo mai immaginato, almeno a giudicare da questo studio sul campo che ha toccato tutte le regioni italiane coinvolgendo le 280 delegazioni dell’Aic e producendo ben 1.834 questionari, per sondare il rapporto che lega gli italiani al pranzo della domenica in famiglia. 

Per la verità la ricerca aveva l’obiettivo d’indagare questo grande classico della nostra tradizione gastronomica con il timore, forse, di scoprirlo un po’ demodé.

Non è così.

«Sono ben felice – afferma Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina - che l’analisi confermi che il pranzo della domenica è un cerimoniale amato e diffuso in ogni angolo d’Italia. Che non solo resiste alle nuove tendenze alimentari, ma rappresenta il più solido presidio della tradizione gastronomica italiana. In un’ epoca caratterizzata dall’omologazione alimentare e dalla destrutturazione dei pasti, il pranzo della domenica rappresenta il baluardo più autentico contro i fast food e il rito attraverso il quale recuperare l’antica tradizione del desco familiare».

I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: il pranzo della domenica rappresenta un rito irrinunciabile per i nostri connazionali.

Un italiano su due (52%) dichiara di parteciparvi ogni settimana, il 21% due volte il mese, mentre solo il 5% dichiara di non effettuarlo mai. Al di là del significativo valore gastronomico, lo si organizza soprattutto per riaffermare il valore della famiglia e lo spirito di convivialità (63%), valori da difendere in un’era caratterizzata dai ritmi frenetici.

È la casa (95%) con i suoi profumi e il suo calore la chioccia del pranzo della domenica: nonostante l’alta qualità della ristorazione italiana solo il 5% degli italiani sceglie di mangiare al ristorante in questa occasione, che da sempre rappresenta il luogo d’incontro della cosiddetta “famiglia allargata”. 

Oggi - nonostante la riduzione dei nuclei familiari - la tavola del pranzo della domenica raccoglie una media di cinque persone con punte di sei persone al Sud e nelle Isole (dove peraltro il “rito” è più radicato).

Tuttavia ci sono ancora dei casi di “pranzi a sette” (un italiano su dieci) e di pranzi a dieci (7%).

Ben nove italiani su dieci si affidano alle proprie esperienze personali, tramandate spesso di generazione in generazione, per comporre il menù (da qui la scelta di piatti iper-tradizionali); solo una piccola parte prende spunto dai libri di cucina (7%).

L’82% – almeno di domenica - ama gustare piatti strettamente locali, soprattutto la fascia adulta e anziana. E tutto deve essere all’insegna del made in Italy: appena l’1% degli italiani vorrebbe mangiare piatti internazionali.

Tra gli antipasti trionfano gli affettati (28%): prosciutto, salame, in abbinamento a formaggi ma spesso anche soli. A seguire crostini (15%) e antipasti di mare (5%). Tra i primi vittoria al fotofinish di pastasciutta (17%) e dei tortellini (16,5%), poi lasagne (12%) e risotto (11%).

È il classico arrosto, invece, a dominare tra i secondi (24%). Tra i contorni più presenti nella tavola domenicale ci sono le patate (30%), seguite dall’insostituibile insalata (26%).

Ma un pranzo della domenica che si rispetti si conclude con un dolce: il preferito dagli italiani è la torta (15%), seguita dalla crostata (12%), dalla piccola pasticceria (8%) e dal gelato (7%).

Ma anche noi vogliamo fare la nostra parte e aprire le porte di casa Monun alle famiglie. 

In un’epoca di “destrutturazione dei pasti”, spuntini mordi e fuggi, tristi monoporzioni da scaldare al microonde e sbrigativi fast food, rilanciamo il pranzo della domenica al Monun Restaurant.

Una tradizione, come abbiamo visto, ma soprattutto un rito imprescindibile, che unisce famiglia e amici intorno a una tavola più sociale che ‘social’, dove riscoprire il piacere di un’intimità non virtuale, assaporando i piatti tipici della nostra tradizione.

Il menù della domenica è stato elaborato dal nostro chef Alessandro Guarino, maestro indiscusso della tradizione culinaria nostrana, ma alla quale infonde innovazione e creatività grazie alla sua tecnica unica ma dalle radici antiche.

L’occasione per riscoprire piatti tradizionali, come le "cime di rape" o le "burrate" che prendono una nuova forma e una nuova consistenza, rimandendo, sempre, piatti unici della nostra storia. 

Il Monun Restaurant vuole recuperare il significato originario di questa tradizione gastronomica tipica delle feste in famiglia fatte di semplicità e condivisione.

Vi aspettiamo per una Domenica Italiana al Monun Restaurant