Il galletto pugliese nel locale di Pasolini a Roma
Il galletto pugliese nel locale di Pasolini a Roma
Da Necci i piatti in terracotta tra i gadget griffati

Gli oggetti in ceramica di Grottaglie fanno il giro del mondo. Attraverso le mostre e i flussi turistici raggiungono ogni angolo d’Italia; si possono sicuramente trovare in un appartamento di Manhattan, così come in una casa tradizionale irlandese, col tetto in paglia. Uniscono Oriente e Occidente, Nord e Sud. Non è un’esagerazione. L’arte e la bellezza colpiscono la sensibilità e arrivano lontano. È sempre stato così, in ogni epoca. Ed è un piacere constatare che le ceramiche che si realizzano in Puglia siano un’espressione di quella bellezza a cui non si resiste, e della quale si vuole assolutamente un pezzetto tutto per sé.

Le botteghe del quartiere delle ceramiche di Grottaglie, concentrazione urbana di fucine a due passi dal Monun boutique Hotel & Restaurant SPA e dal Castello Episcopio, sono un’attrazione naturalmente anche per i personaggi del cinema, del teatro, del mondo dello spettacolo. Gli oggetti iconici, distintivi della cultura pugliese, in particolare di questo angolo di Puglia diventano complementi d’arredo e vengono offerti come gadget persino nei locali più famosi d’Italia. Anche il Monun ovviamente ne ha scelti diversi, per arricchire i suoi spazi.

Gli imprenditori li fanno propri, facendo stampigliare su ciotole e piatti il nome della propria azienda, e così i manufatti finiscono con l’appartenere a una terra di mezzo, tra Grottaglie e Roma, tra la città pugliese e New York, o Parigi e chissà quali altri luoghi.

Capita, trovandosi in un posto dalle atmosfere molto evocative come Necci, a Roma, di imbattersi nei piatti con il classico galletto della tradizione pugliese. Sono in bella vista, proprio all’ingresso dello storico locale nel cuore del Pigneto. Tra gli altri oggetti griffati con il nome del ristorante e ritrovo, un tempo bar famosissimo perché frequentato da Pier Paolo Pasolini (del quale conserva immagini bellissime in bianco e nero), ecco i piatti color crema con il simbolo della fecondità e dell’abbondanza.

Tra notebook celesti, piccoli pacchi dono, scatole, spille e brochure, proprio nei pressi della cassa spiccano riconoscibilissimi i piatti col gallo della Puglia. Sul loro bordo si legge: Necci dal 1924. È invece dal Medioevo che il gallo viene raffigurato nei manufatti artigianali. Anticamente richiamava la figura di Mercurio. Una visita al Museo della Ceramica di Grottaglie consente di ammirare vasi in miniatura a tema, risalenti al VI secolo avanti Cristo.

Il gallo non è sempre stato rappresentato nei colori e nelle forme che oggi siamo abituati ad apprezzare. Presente su piatti, scodelle, vasellame, tazze, brocche e altri manufatti, l’uccello domestico discendente da specie selvatiche ha anche potere apotropaico, nella tradizione pugliese. Serve cioè ad allontanare le influenze negative. “Non è vero, ma ci credo” è una delle storiche battute di Peppino De Filippo che rappresenta un po' il sentimento comune.

Ognuno costruisce la propria strada, la verità è questa, cercando di gestire al meglio gli intoppi della vita. E se si immagina che un galletto possa aiutare, che male c’è? I manufatti dai colori vivacissimi sono irresistibili, per la loro bellezza, e sono oltretutto molto resistenti. Secondo alcune fonti, è stato l’artista Luigi Motolese il primo a introdurre questa decorazione tra le icone che compaiono sulle ceramiche di Grottaglie.