La Nouvelle Cuisine è sempre a tavola
La Nouvelle Cuisine è sempre a tavola
Genuinità e creatività nei piatti del Monun Restaurant
Si può essere amanti della buona tavola senza conoscere Gault e Millau, allo stesso modo si può apprezzare gli (o le) amuse-bouche senza aver mai sentito parlare di Nouvelle Cuisine. Conta solo il gusto. E se il gusto non si discute, come già i latini avevano sentenziato, conoscere le origini dei piatti può esaltare il piacere di consumarli, soprattutto se lo si fa al Monun Restaurant.

In realtà, se leggete il nostro blog abitualmente conoscete già l’espressione Nouvelle Cuisine. Stuzzicando la vostra fantasia con gli amuse-bouche, bocconcini che accompagnano le degustazioni del Restaurant, abbiamo attribuito la loro matrice proprio alla Nouvelle Cuisine. Molto probabilmente è in seguito a quel movimento che sono nate quelle ed altre delizie. Hanno attraversato i confini di spazio e tempo e sono arrivate fino a noi.

Henri Gault e Christian Millau, giornalisti francesi e critici gastronomici sono passati alla storia per aver promosso, nei primi anni Settanta, i dieci comandamenti della Nouvelle Cuisine, dando vita ad una corrente che avrebbe segnato per sempre la gastronomia, in Francia e nel mondo. 

Del resto, anche le attuali tendenze della cucina sono figlie proprio di quegli anni, con il ritorno alla genuinità, ai prodotti freschi, con la scelta di ingredienti di altissima qualità, l’attenzione ai dettagli, l’essenzialità dei piatti. La star del movimento francese era Paul Bocuse, oggi abbiamo un firmamento di chef e cuochi che porgono le loro competenze al grande pubblico della televisione. Anche alcuni chef francesi della Nouvelle avevano aperto le porte delle loro cucine alle telecamere.

Se è sempre più facile accedere alle ricette dei grandi chef e provare a riproporle, lo si deve in parte ai francesi degli anni Settanta. Almeno all’apparenza, l’espressione “è un segreto dello chef” è oggi assai poco frequentata. Sicuramente molto seguiti furono invece Gault e Millau, con la corte di personaggi che animavano la nuova corrente. Ispiratisi probabilmente alla Nouvelle Vague (la Nuova Onda, tradotto in italiano) che aveva travolto il cinema hollywoodiano, con i suoi stereotipi, alla fine degli anni Cinquanta, i critici gastronomici fecero la stessa cosa con la cucina. Strizzarono l’occhio anche a Voltaire, se vogliamo. Sfidando le convenzioni e aprendo uno spazio persino all’estetica dei piatti.

In Italia il promotore di questa corrente fu, qualche anno più tardi, Gualtiero Marchesi. In particolare, due dei comandamenti della Nouvelle hanno ritrovato nella cucina odierna grandissima importanza: “Non cuocerai troppo” e “Sarai creativo”. 

La grande diffusione del sushi ne è una prova. Contaminazioni di idee e sfumature di gusto che al Monun Restaurant trionfano. Come primeggia la creatività dello chef e dei suoi assistenti. Basta dare un’occhiata al Menu per averne un’idea: carpaccio di scorfano con puntarelle, fichi d’India e corallo al nero di seppia; perle al gambero viola; triglia all’alloro, spuma di fave e cicoria; tortino di carote, castagna e salsa all’arancia. Solo per citare qualcuno dei tanti piatti realizzati con cura dei dettagli, radicati nella tradizione ma rivisitati, accostando al classico la novità, anche quella esotica. Monun Restaurant: due parole che racchiudono una storia tutta da scoprire.