Dalla Germania tornano a Taranto beni preziosi
Dalla Germania tornano a Taranto beni preziosi
Il Monun produce bellezza

Orfeo e le Sirene attraggono la curiosità dei turisti; nei giorni del ponte del 2 giugno è persino record di ingressi al MArTA di Taranto. Le sale del Museo Archeologico si riempiono di presenze; vanno a unirsi a quelle del passato in un dialogo mai muto. Generatore, anzi, di grandi riflessioni e illuminazioni. 

A proposito di beni archeologici, la Germania ha restituito all’Italia quattordici beni culturali di notevole valore economico. Erano stati oggetto di diverse attività di reato. Sembra che i pezzi siano stati intercettati a Monaco di Baviera; erano nelle mani di un uomo italiano, già noto alle forze dell’ordine.

In ogni caso, i beni sono tornati nella loro sede ‘naturale’, e cinque di quei quattordici oggetti appartengono alla città di Taranto. Si tratta di un elmo corinzio in bronzo del IV secolo a. C., di tre monete romane in bronzo e di un’antefissa del IV secolo a. C.

Cosa sono le antefisse, vi starete chiedendo? Se ponete questa domanda a un ceramista senior di Grottaglie, vi sa sicuramente rispondere. L’antefissa è un elemento di decorazione che veniva posto sulle testate delle tegole usate per i tetti dei templi greci, etruschi e romani. Era stato un vasaio che lavorava a Corinto ad avere l’idea di realizzare, per primo, le antefisse. Questi oggetti erano realizzati in terracotta smaltata, ma anche in marmo. Le decorazioni potevano essere elementi vegetali, figure mitologiche e altro. 

Si chiamano antefisse perché venivano posizionate nella parte anteriore dell’edificio, erano quindi ben visibili. Oggi a Grottaglie si realizzano decorazioni che hanno certamente legami con la storia, con la scultura e l’architettura greca, romana. I ceramisti conoscono bene le radici della città, la sua storia, la storia della provincia di Taranto, l’attività degli antichi vasai. I più tradizionalisti espongono, nelle loro botteghe, tracce affascinanti di un passato lontano, altri costruiscono il presente sulla base di quelle tracce, ma guardando al futuro. 

Il Quartiere delle Ceramiche diventa così un luogo dove il tempo sembra quasi fermarsi, ma è più incalzante che mai. Una immensa esposizione di manufatti che trattiene quel tempo e poi d’improvviso, svoltato un angolo, lo proietta in avanti. Basta un oggetto dalle forme esotiche, che sembra non avere contatto con la città, a creare quel salto temporale che dà le vertigini. Sono vertigini di bellezza, come tutto quel che si può ammirare avanzando, di bottega in bottega, nel quartiere della creatività. Dove l’aria è pregna di odori, di smalti, vernici, legno, terracotta, tutto quel che serve per generare qualcosa di nuovo. Qualcosa di mai visto. 

I pumi sono una caratteristica di Grottaglie. Ce ne sono così tanti, sparsi per le vie della città, agli angoli dei balconi e sulle cornici delle terrazze che si è colti dal desiderio di averne qualcuno. E allora si corre in bottega, dove è possibile scegliere, ammirando un’ampia varietà di oggetti porta fortuna. 

Ma la vera fortuna è poter essere qui, soprattutto adesso, con la bella stagione in arrivo. Il clima è quello giusto per lasciarsi trasportare dalla storia e dal presente di Grottaglie. Un presente in cui il Monun Boutique Hotel & Restaurant SPA gioca un ruolo fondamentale. Per i turisti, peri i viaggiatori e per gli stessi residenti. Venite a Grottaglie, il Monun vi aspetta!