A Taranto pioggia di selfie con Lino Guanciale
A Taranto pioggia di selfie con Lino Guanciale
La Puglia delle produzioni cinetelevisive

A Taranto i vicoli della Città Vecchia sono attraversati, in questi giorni, dalla formidabile macchina della fiction Rai. Si gira la seconda serie de Il commissario Ricciardi. Per la città, è una nuova immersione nei ritmi delle produzioni televisive, nella magia delle immagini che tutto possono. Anche riportare indietro di quasi cento anni i palazzi nobiliari, gli scorci dell’isola, gli angoli di Taranto dove, in realtà, la storia si respira da sempre.

La presenza che porta più movimento nei vicoli e nelle strade attorno ai vari set allestiti per la trasposizione dei racconti di Maurizio de Giovanni è quella di Lino Guanciale. Per chi non avesse visto nemmeno un fotogramma della passata serie, la prima e l’ultima purtroppo, con la raffinata regia di Alessandro D’Alatri, la star della fiction è proprio lui. Il più amato dalle italiane, per parafrasare un vecchio claim.  

Attore credibile e generoso, qui indossa i panni di un poliziotto integerrimo, molto intelligente e ancora più sensibile, alle prese con quelli che per tutti gli altri sarebbero casi chiusi. Una figura, quella del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, che si mette al servizio degli altri senza remore, né paura; un uomo che però nasconde un segreto. Un vissuto che lo tormenta ancora. Eppure, è proprio quel bagaglio di esperienze che gli permette di “vedere” cose che ad altri restano inaccessibili.

Guanciale esprime perfettamente quella sensibilità, con gli sguardi, attraverso le pieghe del viso, nelle incertezze e nei dubbi che lo assediano, nella capacità di saper sempre trovare una luce. La soluzione arriva persino nelle storie più nere. I casi che esamina hanno sempre un portato di significati diversi, che via va si svela.

Le strade che si vedono nella fiction ambientata negli anni Trenta sono quelle di Taranto (a pochi chilometri da Grottaglie e dal Monun), le vie della Città Vecchia, quelle preferite nelle rotte del turismo nazionale e internazionale. Ma nella fiction quei luoghi sono identificati con Napoli, a beneficio del copione e del racconto di Maurizio de Giovanni. La produzione Rai Fiction e Clemart si sposta nei prossimi giorni a Massafra.

Taranto, così come Grottaglie, la Valle d’Itria, Manduria, il Salento sono luoghi che parlano al cuore. L’arte cinematografica li sceglie sempre più spesso, negli ultimi anni. La Puglia vive, anche da questo punto di vista, un momento d’oro. Le produzioni televisive la ritraggono, nei format più diversi, nelle trasmissioni itineranti che promuovono il patrimonio culturale e paesaggistico nazionale. Scelgono Taranto e Grottaglie per la luce, come molti registi e direttori della fotografia sottolineano spesso. Le scelgono perché ricche di storie da raccontare, scelgono Grottaglie per le sue masserie, con gli ipogei e l’eredità delle produzioni vinicole, per quelle architetture naturali rappresentate dai canyon. Scelgono Taranto per le sue forme, proiettate sul mare azzurro intenso. Un mare da bandiera blu, anno dopo anno.

Gli ospiti del Monun boutique Hotel & Restaurant Spa (o almeno coloro i quali seguono le fiction) ora sanno che Il Commissario Ricciardi ha attraversato le vie di Taranto; nelle storie sul piccolo schermo, le atmosfere sono le stesse che è possibile “sentire” ogni volta che si viene in Puglia, per un soggiorno al Monun. Le riprese della fiction terminano a fine estate, mentre la serie sarà trasmessa su Rai Uno il prossimo inverno.

Intanto gustiamoci l’estate, con una vacanza al Monun, nei luoghi più amati dal cinema e dalle star. Vi aspettiamo!