La dieta mediterranea per salvare il pianeta
La dieta mediterranea per salvare il pianeta
Il Monun Restaurant, garanzia di genuinità

Le esigenze di sostenibilità climatica, ambientale ed economica stanno già modificando l’alimentazione, a livello globale. C’è chi si domanda quali piatti resisteranno, quali ingredienti continueremo a tenere in dispensa, che tipo di menu vorremo leggere al ristorante tra dieci o vent’anni.

Sicuramente, come ha sottolineato il professor Riccaboni (economista e accademico italiano, tra gli organizzatori dell’ultimo Food System Summit), nessuno potrà mai creare un menu che sia perfetto per tutti. La dieta non si impone, a meno che non si abbiano dei problemi di salute. Dove lo mettiamo il gusto? Già gli antichi romani avevano compreso l’importanza del rispetto delle preferenze altrui. De gustibus non disputandum est: sui gusti non si discute.

Tuttavia, esistono sicuramente cibi meno sostenibili di altri o assolutamente sconsigliati, per l’impatto che il loro consumo su larga scala ha sul clima e sull’ambiente. La dieta mediterranea si dimostra ancora una volta un esempio di sostenibilità. Cibi buoni, che fanno bene alla salute, anche a quella dell’ambiente (se prodotti secondo tradizione). I consumatori devono essere informati per saper scegliere, e le aziende devono fare tutto quel che possono per contenere l’impatto delle loro produzioni sull’ambiente.

Affidarsi alla tecnologia va bene, ma la natura rimane una grande maestra. Privilegiare i cibi di stagione, ormai lo sappiamo, è senza dubbio una scelta che favorisce il benessere dell’organismo e anche quello del pianeta. Così come utilizzare ingredienti “chilometro zero”, cioè coltivati il più vicino possibile al luogo della loro distribuzione. Sarebbe bene anche accertarsi che i suoli impiegati per le colture non siano “maltrattati”. Ma come si fa a saperlo? Molto lentamente si stanno diffondendo app e sistemi tecnologici che aiutano il consumatore a scegliere (lo smartphone sostituirà la lista della spesa). Ma la strada da fare è ancora tantissima.

Difficilmente sappiamo da dove provengano le farine impiegate per preparare i biscotti industriali, per esempio. Anche di quelle utilizzate dal panificio che consideriamo di fiducia non conosciamo la provenienza. Insomma essere consumatori consapevoli è un’impresa. Ma con un po' di impegno si può riuscire, dove possibile, a fare delle scelte pensando al gusto e alla tutela della biosfera.

Regalarsi dei pranzi o delle cene al ristorante, ponendo in primo piano il gusto, nella consapevolezza che quel gusto sia frutto di un’attenzione particolare del ristoratore alla qualità delle materie prime impiegate non è poi così difficile. Prodotti genuini o coltivati secondo la tradizione locale sono un must in Puglia. Chi viene in vacanza qui non dimentica facilmente quello che ha mangiato, espressione (con le altre) di una cultura, una storia antichissime. Eppure, ogni piatto, anche il più tradizionale (preparato con prodotti locali, coltivati secondo natura o allevati secondo pratiche tramandate di generazione in generazione, nel rispetto della terra) si presenta in tutta la sua contemporaneità. Quella contemporaneità è negli ingredienti. Genuini. Attenzione, non tutti hanno in menu prodotti genuini (come, per esempio, il capocollo di Martina Franca, ormai noto a livello nazionale). Il menu del Monun Restaurant è apprezzatissimo (lodato dai critici gastronomici) anche per la presenza, tra le voci, di una grande varietà di prodotti genuini e unici. Come unica è la terra pugliese. Come unico è il Monun boutique Hotel & Restaurant Spa. Venite a provare, vi aspettiamo!