I surgelati amati anche dagli chef
I surgelati amati anche dagli chef
Nel menu del Monun sempre l’eccellenza

Freschi o surgelati? Il vecchio dilemma che, fino a qualche anno fa, si risolveva sempre in favore dei prodotti freschi trova oggi nuove risposte nei dati sui consumi. Con l’aumento dell’acquisto di frutta e verdura è cresciuto notevolmente anche il mercato degli alimenti surgelati, in Italia e in altri Paesi.

L’Istituto Italiano Alimenti Surgelati usa il termine boom per riferirsi al volume, decisamente lievitato, delle vendite del frozen food. Non si era mai verificato prima che le statistiche restituissero un dato così soddisfacente per tutti i produttori di surgelati: quasi 15 chili pro capite consumati in un anno.

I vantaggi nel portare a casa un sacchetto di verdure surgelate sono tanti; la pandemia e il lockdown duro del 2020 hanno contribuito certamente a sottolinearli. Ortaggi e verdure sono già lavati, il prodotto passa dai campi al surgelatore in tempi brevissimi (o almeno così dovrebbe essere), garantendo la conservazione delle sostanze antiossidanti e del gusto. Sono di veloce preparazione: basta aprire la busta e versare in pentola o in padella, impiattare e mangiare.

Per chi ha necessità di avere scorte alimentari il frozen food è l’ideale. Sono questi i motivi che hanno spinto tanti italiani a riempire il freezer di verdure surgelate durante l’emergenza, quando le autorità consigliavano di uscire il meno possibile.

Inoltre, i produttori si sono ingegnati per favorire il consumo di verdure nella popolazione più giovane. Esistono prodotti pensati per catturare l’attenzione dei bambini, per abituarli ai sapori e ai colori dell’orto, che fanno tanto bene alla salute.

Come non considerare anche l’endorsment che i cibi surgelati hanno ricevuto dai grandi chef? Da Chef Falsarius ad Alessandro Borghese, ad altri nomi noti della cucina italiana d’eccellenza, il benestare ai surgelati è trasversale. Attraverso le trasmissioni televisive abbiamo visto arrivare sulle tavole gourmet ogni genere di prodotto surgelato, purché naturalmente rispettasse gli standard di qualità.

L’importante è sempre l’origine e la qualità delle materie prime, sottolineano i maestri della grande cucina mediterranea. Del resto, già Gualtiero Marchesi in tempi non sospetti promuoveva l’uso del frozen food, attirandosi le critiche dei puristi.

Oggi i cosiddetti puristi, cultori del fresco e dei piatti espressi come unica possibilità di un certo tipo di cucina ci sono ancora, ovviamente, ma appaiono meno integralisti di un tempo. Quanto al Monun Restaurant, la sua punta di diamante restano i piatti preparati con ingredienti freschi, di stagione e prodotti localmente. La cucina d’eccellenza è comunque un’arte, che va ben al di là delle contrapposizioni. La tavola unisce e rappresenta al meglio il valore dell’ospitalità italiana e, nello specifico, pugliese. Lo chef del Monun è noto per la sua creatività che ben si sposa con le tradizioni del territorio e della grande cucina mediterranea. E se avete voglia di assaggiare i frutti del mare e i prodotti straordinari della terra pugliese, il Monun Restaurant è il luogo dove la qualità e la genuinità trionfano. Con una strizzatina d’occhio ai sapori e ai profumi esotici e alle contaminazioni. Alla tavola del Monun c’è sempre un posto per chi ama le sorprese, senza mai rinunciare alle certezze.