Percorso da non perdere al MArTA
Percorso da non perdere al MArTA
Le foto di Kevin Cummins ai Joy Division

Le foto ai sali d’argento di Kevin Cummins che ritraggono la Manchester degli anni Settanta, Ottanta e Novanta si mescolano agli oggetti di un tempo trapassato. I secoli avanti Cristo arrivati fino a noi attraverso selci, manufatti in ossidiana, ori, pintadere, antefisse con teste di gorgoni e volti marmorei di una bellezza misteriosa.

Se amate i percorsi particolari, non potete perdere la mostra rock ‘Joy Division and beyond’, in programma al Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), per Medimex. C’è tempo fino al 23 gennaio per lasciarsi affascinare dal lavoro del fotografo britannico che ha iniziato la sua carriera proprio quando è nata la storica band dei Joy Division.

Nei suoi scatti la Manchester industriale, grigia e difficile, con i protagonisti della sua rinascita. È proprio nel periodo più cupo della città inglese che è nata tanta musica (Joy Division, New Order, The Smiths), che ha resistito alla prova del tempo, rivoluzionando il mondo. La cosiddetta scena musicale di Manchester è tutta nelle fotografie esposte al MArTA.

Ian Curtis (leader dei Joy Division) sul palco, Ian Curtis che beve una Fanta, Ian Curtis circondato da amplificatori, microfoni, carte appallottolate e abbandonate sul pavimento, Ian Curtis e la Factory records, Morrisey e gli Oasis si mescolano agli oggetti del Neolitico, ai volti di pietra di Atena, alle statue del nipote di Augusto, di Giove, alle urne cinerarie, agli ori, ai ventimila anni di storia custoditi nel Museo, uno dei più importanti d’Italia.

L’effetto è straniante. Le foto e i reperti, apparentemente “entità” lontanissime tra loro, hanno in realtà tanto in comune, nella loro eloquente staticità, nella loro capacità di portare la mente altrove, lasciare gli occhi in attesa dell’emozione successiva.

Non c’è uno spazio dedicato esclusivamente alle fotografie di Cummins nelle sale del MArTA, l’intero Museo è quello spazio. E mentre si procede nella visita, partendo dal tesoretto di Specchia, con gli stateri (le monete dell’antichità greca, della Taranto gloriosa), Falanto e Taras, si va alla ricerca, tra le teche espositive, delle foto di Cummins. E le si trova, spesso in angoli inattesi. Si viene sorpresi dal primo piano di Ian Curtis che fuma una sigaretta o dall’immagine sfacciata di Morrisey, che posa con alle spalle un messaggio esplicito scritto su un foglio, ovviamente in inglese. Ovviamente un contenuto molto lontano da quelli che compaiono sulle stele funerarie.

La fotografia della set list di un concerto dei Joy Division, annotata su un pezzetto di carta strappata, e poco distante un’iscrizione in greco: un continuo saltare da un’era all’altra. Da un’atmosfera a quella opposta. Particolare anche l’effetto del vetro che custodisce le foto nella loro cornice, superficie che riflette, quindi gli oggetti dentro e fuori le teche entrano in qualche modo nel mondo fotografato da Cummins e il viaggio diventa un’incredibile sovrapposizione di “segni”. Per qualcuno, un allestimento del genere può forse risultare dispersivo. Penalizzante per le foto, che in qualche caso si confondono con gli altri oggetti. Ma bisogna entrare nel Museo con la mente sgombra e abbandonarsi all’immersione in una sostanza fatta di tanti elementi diversi.

Chi viene in vacanza al Monun, deve necessariamente fare tappa a Taranto, per visitare il MArTA e le altre bellezze della città. E chi soggiorna a Palazzo Spinelli in questo periodo, ha l’opportunità di apprezzare le foto di Cummins, di ripercorrere la storia della rinascita di Manchester, attraverso la musica. E di rinascite abbiamo tutti un gran bisogno.

Venite al Monun, luogo dove l’ospitalità è armonia, generosità, ricchezza, cultura. Grottaglie, Taranto e la Puglia vi aspettano!