Crumble di leccine e altre delizie
Crumble di leccine e altre delizie
Da gustare sulla terrazza del Monun

Quanto piacciono le leccine? Tanto da riuscire a conquistare persino la California, l’Australia e il Cile. Di origine probabilmente toscana, si coltivano ormai ovunque e danno carattere a tanti piatti, nonostante la loro delicatezza. Anzi, è proprio questo tratto ad averle rese così popolari. Il loro sapore è inconfondibile; sembra fosse noto anche ai nostri antenati medievali. 

C’è qualcuno che si sta domandando cosa siano? La risposta è nel menu del Monun Restaurant. Le olive più coltivate al mondo, usate anche per la produzione dell’olio, arricchiscono uno dei primi piatti del Restaurant e altre ricette. 

Sicuramente non le avete mai mangiate così come la cucina del Monun ha pensato di impiegarle. Basta ascoltare il suono delle parole che definiscono il piatto per correre a prenotare un pranzo o una cena a Palazzo Spinelli (sede del Monun boutique Hotel), magari sulla terrazza panoramica. 

Riso acquerello allo zafferano, tonno pinne gialle marinato, yogurt e crumble di olive leccine. La creatività dello chef sfida la nostra immaginazione e disegna piatti originali, che incuriosiscono e non lasciano mai delusi i palati. Sapori che incontrano altri sapori, a volte apparentemente in contrasto tra loro. Mescolandosi generano esperienze sensoriali che si desidera a tutti i costi ripetere. 

C’è chi ama sperimentare e si diverte a scegliere ogni volta voci del menu diverse e chi invece si appassiona a certi piatti al punto di tornare al Restaurant solo per poterli riordinare. Poi però arrivano le tentazioni ed ecco che si finisce con l’assaggiare, in ogni caso, anche le altre specialità gourmet. 

Tornando alle olive leccino, che in Puglia tutti chiamano leccine, lo chef le propone in una forma particolare. Non potrebbe essere diversamente. Le olive verde viola, non tutte uguali nelle dimensioni e dalla linea sfilata diventano, nel Riso acquerello, un crumble. Si possono anche trarre degli spunti dai piatti che lo chef prepara. Provare, per esempio, a realizzare il crumble di leccine a casa e spalmarlo sul pane tostato.

Insomma, qui nascono idee e si creano sogni di ogni genere. Dalla cucina ai momenti di relax in camere luminose e super accessoriate, al benessere della SPA, alla scoperta dell’arte di Grottaglie, la bellezza e la creatività sono le protagoniste indiscusse. E se i dettagli fanno la differenza, al Monun di differenze ce ne sono parecchie. 

Il menu del Restaurant è solo una delle perle di Palazzo Spinelli. La storia di questo edificio del ‘700 che ospita tanta contemporaneità e tecnologia continua. Ed è una storia fatta di accoglienza, calore e condivisione. Quale Monun vi piace di più? Quello dell’ospitalità, quello rappresentato dalla cucina (apprezzatissima anche dai critici gastronomici) o quello della SPA? Difficile scegliere.