Il Locomotive Jazz Festival e le Meraviglie della Terrazza Monun
Il Locomotive Jazz Festival e le Meraviglie della Terrazza Monun
Musica da assaporare

“La musica vive nelle periferie” è il pensiero che accompagna il Locomotive Jazz Festival, giunto quest’anno alla sua XIV edizione. Sonorità frutto dell’improvvisazione e della libertà d’espressione tipiche della musica, del jazz in particolare. Con gli eventi di questa rassegna che, nel suo lungo tour, tocca la città di Taranto il 22 e il 23 luglio, si chiude un ciclo tematico che ha inteso proporre l’idea che per comprendere i cambiamenti della società, non ci sia luogo più adatto delle periferie.

Quale migliore periferia da esplorare attraverso la musica se non Taranto, con le sue contraddizioni e i suoi fermenti? Segni di una identità sfaccettata, le cui caratteristiche si riconoscono anche nel mosaico delle numerose località che compongono la sua provincia. Tante facce da scoprire, tanta storia da ricordare e far rivivere, una robusta cultura che aspetta solo di aggiungere altro sapere al sapere.

Se siete a Taranto, nei giorni del Locomotive Jazz Festival, per ascoltare il pianista e compositore Daniele Di Bonaventura o per le note raffinate di Paolo Fresu o ancora per omaggiare la grande Mercedes Sosa (alla Concattedrale il 23 luglio, alle 11.30), sarà quasi naturale immaginare di allargare l’orizzonte del percorso di scoperta.

Comprendere nel piano di viaggio una visita alla periferia della periferia, scegliere di esplorare, con le note jazz che ancora risuonano nelle orecchie, la Città delle Ceramiche, dove la tradizione e la sperimentazione si fondono nell’arte nata alle porte del Salento, alla fine dell’Ottocento.

I ceramisti di oggi come i jazzisti, pur eredi di una sapienza ben radicata nel tempo, sono in grado di catturare quel che porta la marea, di nuovo, da “isole” lontane nel tempo, ma vicine nello spirito.

Come l’Argentina di Mercedes Sosa che, attraverso la musica, ha combattuto per i diritti civili. Con il sole del Sud America, in fondo, questa terra ha tanto in comune.

Decidere di visitare Grottaglie, che nel nome porta la sua identità (nasce infatti come insediamento nelle grotte), luogo che secondo alcuni avrebbe dato i natali a Quinto Ennio, significa scegliere di abbracciare per qualche ora un ritmo e uno stile di vita cui la frenesia (nei suoi tanti significati) è estranea.

Qui le emozioni non si consumano, si vivono!  Non solo visitando le botteghe degli artigiani ceramisti e il centro storico, con il Castello Episcopio e la Chiesa Matrice, ma anche assaggiando la tradizione.

La stagione degli aperitivi e degli apericena è cominciata, e con le sue meravigliose proposte il Monun Restaurant offre la possibilità di leggere questa terra attraverso la sua cucina. Su una terrazza accarezzata dal vento e affacciata sul paesaggio delle Murge è possibile farsi interpreti di una piccola rivoluzione: quella del buon cibo gustato ai ritmi di questa terra. Non c’è rincorsa, qui, né fretta, solo il piacere dell’armonia.

Ingredienti ben dosati, materie prime di altissima qualità, una maestria unica nel prepararli e abbinarli.

E se tre è il numero perfetto, tre sono le principali proposte dello chef, da farsi portare in terrazza. Canthus, Mastius e Monun Apericena, in mezzo a tanto altro ancora da stuzzicare.

A comporre una sinfonia di sapori che sa tanto di Mediterraneo.