Il turismo spaziale a Grottaglie
Il turismo spaziale a Grottaglie
il primo spazioporto italiano destinato ai voli suborbitali per il turismo spaziale

Grottaglie è terra di storia, artigianato, turismo culturale ed enogastronomico. Ma non solo. Da ora punta anche a interessanti percorsi di innovazione e sperimentazione industriale. È di alcune settimane fa la notizia secondo la quale, sorgerà nella cittadina in provincia di Taranto, il primo spazioporto italiano destinato ai voli suborbitali per il turismo spaziale. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fa sapere infatti di aver «incaricato l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) di attuare tutte le azioni necessarie per realizzare e attivare la struttura entro il 2020».

Grottaglie dunque, si apre ad accogliere anche i turisti spaziali che decolleranno dalla zona di Taranto-Grottaglie, dove ora sorge l'aeroporto "Marcello Arlotta", «selezionato per le positive caratteristiche di inserimento nel territorio e sostenibilità ambientale, nonché per i limitati interventi infrastrutturali necessari», fanno sapere i responsabili.

Individuata la base dello spazioporto italiano, nel dicembre del 2017 è stato sottoscritto in Puglia l’accordo tra la società Altec di Torino (società partecipata da ASI e Thales Alenia Space) e la Virgin Galactic di Richard Branson, che sta già sviluppando lo Space Ship Tow, navetta per il volo suborbitale. Oltre al turismo spaziale, con l'avvio di questa nuova infrastruttura, potrebbero essere avviate, per l'accesso allo spazio, anche altri tipi di attività, come il lancio di piccoli satelliti, addestramento degli astronauti o i test per nuove tecnologie.

L'accordo firmato «è un passo promettente nel nostro continuo dialogo con il Governo italiano, con l’industria e gli stakeholders del settore», commenta George Whitesides, Ceo di Virgin Galactic. «La nostra missione è di aprire l’accesso allo spazio per i clienti commerciali, sia per scopi scientifici che di volo spaziale umano.

L’interesse dell’Asi per i voli spaziali commerciali a fini scientifici è un esempio di come i partenariati pubblico-privato possano soddisfare le crescenti esigenze delle agenzie globali per un maggiore accesso spaziale alla scienza».

La notizia è stata accolta con soddisfazione dall’Agenzia Spaziale Italiana perché dà il via alla seconda fase di un progetto che «pone le basi - ricorda Roberto Battiston, Presidente dell’ASI - per un nuovo approccio commerciale per la ricerca in microgravità e per l’addestramento degli astronauti. L’Italia è all’avanguardia nella nuova “space economy” che renderà lo spazio accessibile ad una sempre maggior quantità di persone e investitori».